Pellegrinaggio a Firenze sui passi di don Lorenzo Milani e di Giorgio La Pira

!0-13 febbraio 2018

Primo giorno - sabato 10 febbraio 2018

  • Partenza da Aosta ore 6.00 in Via Mazzini
  • Arrivo a Firenze nella tarda mattinata
  • Messa alla Certosa di Firenze 
  • San Miniato al Monte. Padre Bernardo ci parla di La Pira
  • foto da piazzale Michelangelo
  • arrivo in albergo, Hotel Meridiana, Viale Don Giovanni Minzoni, 25

Foto di L. Semeria:

Foto di M. Plataroti:

Secondo giorno - domenica 11 febbraio 2018

  • ore 8.45 messa dei poveri alla Badia Fiorentina
  • incontro con Piero Vinci e con la presidente dell'Opera San Procolo
    Nel pomeriggio visita turistica guidata di Firenze

Foto di L. Semeria:

Foto di M. Plataroti:

Terzo giorno - lunedì 12 febbraio 2018

  • intera giornata a  Barbiana
  • tempo libero prima di cena una volta tornati a Firenze

Foto di L. Semeria:

Quarto giorno - martedì 13 febbraio 2018

  • visita di San Marco, testimonianza e preghiera nei pressi della tomba di La Pira
  • visita del Museo di San Marco, con i dipinti di Beato Angelico
  • ore 11.30 messa finale del pellegrinaggio

Foto di L. Semeria:

Foto di M. Plataroti:

Pensieri dei pellegrini

All’alba di sabato 10 febbraio è iniziato il pellegrinaggio che ci ha portati a Firenze sulle orme di Don Lorenzo Milani e di Giorgio La Pira.

Giunti a Firenze, dopo la celebrazione della Messa presso la Certosa, il trasferimento a Piazzale Michelangelo ci ha permesso di spaziare con lo sguardo su una delle più belle città del mondo, in seguito visitata nelle sue parti più splendide accompagnati da una simpatica guida turistica.

Amore e condivisione sono state le parole chiave del pellegrinaggio, immediatamente e profondamente ritrovate nel corso della Messa dei Poveri presso la Badia Fiorentina, Messa voluta da Giorgio La Pira nel lontano 1934 e culminata ora come allora con la benedizione di una cesta di pane fresco. Ho respirato intimamente la vera accoglienza per tutti, poveri e ricchi senza alcuna distinzione di ceto sociale.

La nostra meta più importante era però Barbiana, che molti di noi hanno affrontato a piedi –sia all’andata, sia al ritorno- sotto una pioggia battente per circa tre chilometri.

Chi, come me, è salito a piedi lo ha vissuto come un vero pellegrinaggio che, dopo 50 minuti di salita, ci ha immersi in un luogo suggestivo, irreale, quasi di altri tempi in cui tutto è rimasto integro così come Don Lorenzo lo aveva lasciato. Siamo riusciti a respirare la sua grande fede ed hanno preso il sopravvento l’emozione e lo stupore immensi per un uomo esiliato perché scomodo, che non si è lasciato abbattere dalla solitudine di quel luogo ma che ha saputo cogliere tutto dal nulla amando così tanto dei ragazzi, a tal punto da dichiarare di aver voluto più bene a loro che a Dio confidando però nella bontà infinita del Padre Eterno che non avrebbe badato a questa sottigliezza.

I CARE quella significativa scritta sulla porta dell’aula ci ha fatto capire profondamente il significato della parola Amore per Don Lorenzo , Amore che lui è riuscito a far fiorire e fruttificare prendendosi cura dei più poveri e degli emarginati, Amore, luce sfolgorante nel buio di un luogo quasi abbandonato da tutti.

Candidi fiocchi di neve ci hanno poi accompagnati, dal Cimitero di Barbiana dove riposa Don Lorenzo Milani lungo il nostro cammino del ritorno, meditando a lungo sul significato della parola Amore. Amore è parola, è stretta di mano, è sguardo intenso, è comunione, è abbandono in Dio: Amore dovrebbe essere il pane quotidiano di chi non si accontenta di essere in pace con il mondo, ma vuole che il mondo sia in pace con lui, ma…ce lo ricordiamo sempre?

Giuseppina

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