Animazione liturgica musicale della Cattedrale:

Cappella Musicale Sant'Anselmo

Con Decreto del 13 aprile 2014 il Vescovo di Aosta Mons. Franco Lovignana ha costituito la Cappella Musicale Sant'Anselmo della Cattedrale di Aosta.
L'8 giugno 2014 il Vescovo ha nominato Maestro di Cappella della Cattedrale il Maetro Efisio Blanc.
Lo stesso giorno ha nominato Organista e Vicemaestro di Cappella il Maestro Jefferson Curtaz.
Infine, il Maestro Flavio Désandré è stato nominato Organista aggiunto della Cappella.

Schola Cantorum della Cattedrale

La Schola Cantorum della Cattedrale di Aosta collabora con la Cappella Musicale Sant'Anselmo nell'animazione liturgica delle celebrazioni episcopali e si occupa dell'animazione delle Eucarestie festive delle 10.30 e delle 18 e di eventuali altre celebrazioni. Inoltre assicura, per quanto è possibile, la sua presenza ai funerali.
Animatori dell'assemblea: Emiliano Bambace, Daniele Borbey, Elena Meynet, Nella Sergi, sr. Teresita Frachey, Lorenzo Sacchi
Organisti: Jefferson Curtaz, Flavio Désandré, Alessandro Poser, Renzo Poser e Federico Ragionieri

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L'organo della Cattedrale

«L'instrumento c'è, ma s'egli non avrà un'anima vivente, capace di animarlo e animarlo come lo comporta la sua natura, egli rimarrà un semplice cadavere».

Con queste parole, un anonimo che si firmava semplicemente come «Un Uditore», concludeva un breve scritto dedicato all'inaugurazione dell'organo della Cattedrale di Aosta nel numero del febbraio 1903 dell'importante rivista «Musica Sacra» di Milano. Egli descriveva lo strumento come «bene equilibrato», «potente assai nel suo ripieno» che rimbomba «quale uragano nelle vaste navate del Duomo» e ricco di timbri rotondi e luminosi. Durante il concerto d'inaugurazione, Roberto Remondi, celebrato concertista e docente al Conservatorio di Torino aveva fatto risuonare una «musica divina» con «dolcezza, spontaneità e tranquilla serenità». Quel che fece però irritare l'estensore del trafiletto fu l'approssimativa esecuzione della Cappella Musicale del Duomo durante la celebrazione della Messa che precedette il concerto: la compagine, maldestramente preparata e diretta, non era riuscita a dimostrare «nè affiatamento, nè colorito di sorta, nè apparenza di qualche anche menoma interpretazione». Se consegnato a tali dilettanti, concludeva infaustamente l'irritato Uditore, l'organo di Aosta sarebbe rimasto cadavere inanimato...
Fortunatamente, la storia non gli ha dato ragione.
Il magnifico strumento - capolavoro assoluto del più grande degli organari italiani, Carlo Vegezzi-Bossi [1858-1927], sintesi mirabile tra il frutto maturo delle scuole italiana e d'oltralpe - ha invece sempre piegato i suoi possenti muscoli sonori al servizio della liturgia, forgiando sia le delicate forme della contemplazione che quelle gloriose dell'esultanza. Nell'ambito di prestigiosi concerti è stato suonato dai più abili organisti venuti da ogni parte del mondo, offrendo loro un'infinita tavolozza sonora con cui delineare tutte le forme plasmate dal genio musicale dell'uomo: dalle espressioni dei tempi antichi sino alle più audaci sperimentazioni contemporanee. Ha reso la Cattedrale di Aosta una delle mete referenziali di molti organisti che sanno esservi custodito la più grande, la più nobile, la migliore opera dell'arte organaria italiana del tempo.
Oggi il magico Vegezzi-Bossi catalizza l'amore e la passione di persone straordinarie che se ne prendono cura: primi fra tutti, l'organista titolare Jefferson Curtaz e il suo vice Flavio Desandré che con spirito di servizio contribuiscono a dare splendore alla liturgia e a suonarlo con quell'anima vivente che l'antico Uditore dubitava di trovare in Aosta.

(Tratto da un articolo di Andrea Macinanti, Docente di Organo al Conservatorio di Bologna, pubblicato sul nostro Bollettino)

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